Campagna “La crociata di fuoco” – parte 3

La grande flotta uscì con uno scossone dall’immaterium, una dopo l’altra le possenti navi attivarono i grandi reattori per la navigazione cosmica lasciandosi alle spalle i pericoli del warp per prepararsi ad affrontare l’incognita del viaggio attraverso il sistema non ancora esplorato.
Dal primo rapporto emersero le prime perdite di quella missione, 5 delle 50 navi non avevano superato il viaggio attraverso l’immaterium, la scorciatoia che permetteva di viaggiare per anni luce in pochi giorni non era infatti priva di pericoli, le manifestazioni di quel mondo alieno governato solo dal caos poteva culminare con l’attacco di uno o più demoni, bastava quindi poco per far perdere la ragione e la rotta ai navigatori.

Bolos Gladius osservava quei mondi alieni avvicinarsi, era stato un viaggio tutt’altro che comodo per lui, vice-re di nemedia, abituato ai fasti e agli agi di palazzo. Ma ben presto si sarebbe installato gome signore del sistema e di questo sottosettore. A scortarlo un’intera guarnigione di guardia imperiale e 3 battaglioni dell’adeptus astartes. Sarebbero certamente stati sufficienti a sedare ogni eventuale rivolta planetaria ed instaurare il governo dell’imperatore su questi sistemi primitivi. Sorrise fra se e se quando oltrepassarono il sistema di asteroidi e detriti che delimitavano il sistema un tempo avvolto dall’anomalia warp, un fremito gli percorse la schiena.

La flotta si avvicinò schierandosi attorno a majoris, il principale dei pianeti, sebbene un qualche genere di interferenza, forse dovuta ai detriti da poco superati, impedivano comunicazioni chiare con l’esterno del sistema, i sensori avevano agganciato ed analizzato 4 pianeti.
Gelo era come una palla di ghiaccio, orbitava scintillando ai margini del sistema, visto quindi le caratteristiche del sistema alcuni reparti di lupi siderali venenro mandati in esplorazione ed avanscoperta. Una piccola luna desolata e priva di atmosfera non destò grande interesse nella flotta che si proseguì oltre…

Nascosti nelle viscere della piccola luna, nelle fortificazioni interne che nascondevano uno spazioporto che, sebbene in rovina era ancora utilizzabile, i signori della legione alpha ghignarono osservando la flotta sfilare incurante all’interno del sistema, la trappola stava per scattare, e a quanto pare, altre forze si sarebbero unite alla festa… ospiti che si erano già installati di nascosto sui pianeti alla ricerca dei tesori in essi contenuti…

La flotta avanzò fino a raggiungere majoris, il pianeta principale, le sue condizioni erano ottimali, i snesori individuarono molte installazioni sul pianeta, posizionandosi in orbita ad esso, la grande flotta iniziò lo sbarco prendendo il controllo di un sistema di antiche fortezze, spaziporti e generatori di scudi mentre un’intera compagnia di lupi siderali e una guarnigione di guardia imperiale vennero inviati sull’ultimo dei pianeti, junkatta, da questi provenivano strani segnali ed interferenze e quindi ci si aspettavano problemi. Lo sbarco infatti rivelò la natura contaminata del pianeta ove i poteri del caos erano talmente forti da aver compromesso totalmente il pianeta.

Fu in questo momento che la trappola scattò!

Dai bastioni in rovina nascosti, cannoni orbitali fecero fuoco! Le prime ad essere colpite furono le navo nascoste di eldar, dark eldar e necron, ad esse seguì un imponente attacco alle flotte tau e imperiali. Tutti gli schieramenti risposero al fuoco, le installazioni planetarie, vennero facilmente distrutte ma ormai la situazione era chiara, le flotte gravemente danneggiate non avrebbero permesso un rientro rapido, inoltre la difesa delle proprie postazioni aveva obbligato tutti i presenti a rivelarsi.

e forze del caos avevano vinto il primo round, la confusione ora regnava nel sistema, non restava che coglierne i frutti e sfruttare la situazione!

Gli eserciti sono stati schierati, i nemici individuati ed i primi colpi sono stati sparati, il sistema è in guerra e e dallo spazio bagliori lucenti indicano lo scontrarsi di grandi eserciti.

Lo scontro è iniziato su Junkatta, cercando di cogliere i nemici di sorpresa gli eldar, rapidi e letali hanno lanciato il loro attacco…
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Il ritrovamento del manufatto tecnologico aveva fatto il giro di tutti reggimenti, e l’improvviso arrivo di un manipolo di Lupi Siderali, non aveva di certo aiutato a mantenerne il segreto.
Quelli che si occupavano da vicino della faccenda sapevano che quel manufatto, costruito dal Mecanicum millenni prima, oramai aveva gran poco di umano. L’energia del Warp lo aveva corrotto e potenziato, tanto che la sua influenza “protettrice” (se cosi si può chiamare) spaziava per decine di miglia.
I Lupi di Fenris avevano a tal proposito inviato non uno, ma bene due Sacerdoti delle Rune con il compito di studiare l’artefatto e carpirne i segreti; o nel caso, distruggerlo se la sua pericolosità fosse stata eccessiva.
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Il messaggio di Eldrad non poteva essere più Preciso, Stra’ker si muove all’attacco, ed è scontro, un attacco preventivo verso la Guardia Imperiale su Junkatta dove il caos Vive sovrano.
La Guardia sembra impreparata, ed il nostro scopo non è la vittoria, ma testare le nostre forze in campo e l’indebolimento e la distruzione di mezzi e velivoli.
Gli imperiali sembrano tranquilli ed impreparati ma con un abile mossa ci prendono in contropiede.
Il fuoco di sbarramento è impressionante, ma i nostri mezzi reggono la prima ondata e si risponde al fuoco…
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Gli Eldar di Ulthwe osservavano l’insediamento imperiale già da parecchie settimane, senza pero mai dare minimamente nell’occhio; era tipico della loro razza.
Purtroppo quando gli esploratori Eldar si ritirarono in vista dell’imminente attacco, il manipolo di Lupi siderali giunse all’insediamento Imperiale. Mai gli Eldar si sarebbero aspettati di dover affrontare degli Space Marine, e la cupola energetica non aiutava certo le facoltà di divinazione dei loro veggenti.
L’assalto fu rapidissimo, ma non trovò i difensori impreparati.Infatti l’arrivo dei guerrieri scelti dell’Imperatore, aveva messo in allerta l’intero campo base imperiale; nessuno desiderava mostrarsi ozioso o pavido agli occhi dei giganteschi guerrieri; era una manifestazione di debolezza che il 13° Catachano non poteva permettersi.
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ma ecco la seconda sorpresa…..
La guardia è preparatissima ed è in possesso di un archeotech che genera un campo di protezione enorme, che copre le sue truppe dai nostri colpi anche quelli più letali, si capisce subito che sarà durissima, tanto pù che nelle fila della guardia il nostro stregone percepisce anche, le menti di due bibbliotecari imperiali che bloccano i nostri poteri.
A poco a poco veniamo respinti, nemmeno i nostri falchi riescono nell’intento di far esplodere qualche mezzo.
Siamo In rotta!
Solo Stra’ker rimane illeso.
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I primi veicoli incursori Xeno furono distrutti dalla cadenza sostenuta dei cannoni laser imperiali, e i loro passeggeri annientati subito dopo dall’artiglieria.
L’armata Eldar arrivava singhiozzo, e questo era per gli Imperiali un vantaggio eccezionale; potevano concentrare il fuoco come meglio preferivano e annientare il nemico a poco a poco.
I Sacerdoti delle Rune avevano dimostrato la possanza e il coraggio degli Space Marine, e guidavano un grosso plotone di fanteria Catachana attraverso il campo di battaglia, annientando qualsiasi cosa si parasse loro davanti.
L’artiglieria continuava a fare sentire la sua voce, e nemmeno l’arrivo di alcuni strani guerrieri Eldar volanti, era riuscito a farla tacere. Essa fece a pezzi la fanteria Xeno appiedata e addirittura generali e comandanti nemici.
I nemici in ogni caso non erano degli stupidi, il piano d’attacco era ben orchestrato. Dal fianco dell’armata imperiale apparirono i loro strani veicoli a due gambe, che riversarono un pioggia laser sul plotone imperiale decimando e macellando la fanteria come spighe di grano.
La cavalleria dell’aria arrivò proprio al momento giusto. Uno stormo di Cannoniere Vendetta fece a pezzi i nuovi arrivati e tutti gli altri veicoli Eldar sopravvissuti, e per l’ennesima volta l’artiglieria disintegrò le fragili truppe Xeno.
Quando la polvere si posò, il campo era disseminato di cadaveri dal sangue porpora e rottami di veicoli. Nessuna unità imperiale era stata completamente annientata, nonostante alcune avessero subito qualche perdita. Il generale nemico fu ritrovato sotto le macerie di una palazzina, e catturato ancora vivo per l’interrogatorio.
L’Imperium aveva compiuto la sua prima vittoria distruggendo interamente l’armata nemica.
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Mentre le forze dell’imperium ottengono cosi la loro priva vittoria, nell’area equatoriale del pianeta i necron, inesorabili mossero le loro forze alla conquista dello spazioporto locale per trovavarlo però abbandonato, le forzze corrotte del caos che lo occupavano stranamente si erano mosse abbandonando l’importantissimo scalo spaziale, ma i necron non potevano ancora sapere perché ciò era avvenuto, una nuova minaccia raggiunge il pianeta, attratti da una forza misteriosa…
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Un’oscura ombra coprì i cieli di junkatta, i necron avvertirono il pericolo, qualcosa si stava avvicinando, a seguito del loro arrivo sul pianeta avevano occupato uno spazioporto sul mutevole pianeta junkatta, il controllo di questo obbiettivo strategico era cruciale per poter comunicare e mantenere i collegamenti con le proprie forze sugli altri pianeti del sistema.
Radunate le forze, con un ronzio elettronico gli sterminatori presero posizione, forti della loro potenza di fuoco avrebbero difeso le rampe di atterraggio che vennero chiuse per evitare che le forze aliene le sfruttassero a proprio vantaggio. Le rovine circostanti furono presidiate dalle fredde macchine pensanti che pazientemente attendevano un attacco che non arrivava, nel mentre le forze del caos che ormai permeavano l’intero pianeta ne squassavano la superficie, echi e richiami attiravano l’attenzione dei necron mentre i miasmi tossici riducevano in polvere le antiche rovine dietro cui le forze di difesa si nascondevano. All’improvviso due boati esplosero sul campo di battaglia, esplosioni colossali che sollevarono nuvole di polvere nei pressi delle grandi colonne di energia, obbiettivi primari da difendere a tutti i costi. La falce del giudizio in volo radente segnalò l’imminente attacco, le polveri iniziarono a diradarsi ma prima che ciò avvenne nuove scosse percorsero il campo di battaglia, subito seguite da un muro di fuoco biologico, proiettili chitinosi che esplodendo a contatto liberavano parassiti simili a vermi che si infilavano al di sotto delle corazze alla ricerca di punti sensibili da corrodere coi loro acidi potenti. Nonostante le protezioni gli sterminatori nulla poterono e vennero ridotti ad un cumulo di rottami informi.
Protetto dietro a due colossali carnifex, malisguardo, il tiranide primus che guidava l’assalto ruggì famelico incitando con comandi sinaptici il proprio esercito all’attacco, nessun nutrimenti avrebbe ottenuto da questa battaglia, ma era solo l’inizio, il punto di partenza per arrivare a consumare l’intero pianeta.
Intanto la battaglia continuava, la reazione necron non si fece attendere e le armi ad alta energia iniziarono a sfoltire le file tiranidi che smebravano però resistenti ed interminabili. Lentamente respinti e stanati le macchine viventi cadevano sotto gli incessanti colpi di proiettili e biofalci, sempre meno si rialzavano a combattere, anche il loro generale cadde sotto i colpi della biospada di malisguardo ma con sua gran rabbia piu di una volta si rialzò. Infine vedendo ormai i tiranidi sciamare sul campo di battaglia incontrastati, mosso da cieco furore ordinò l’eliminazione di malisguardo. Malisguardò schiumava di rabbia, quella macchina non voleva disattivarsi, poco importava se ormai il campo era suo, la vittoria era certa, ma come poteva continuare a rialzarsi dopo i colpi delle sue lame? Quando poi con gli ultimi colpi a sua disposizione il nemico abbattè il carnifex sua scorta una scarica di adrenalina venne rilasciata, l’avrebbe fatta finita una volta per tutte, lanciandosi contro di esso, ma proprio mentre avanzava, l’arca ricolma di guerrieri si rivolse verso di lui, il lord necron aveva sentenziato che doveva morire, ignorando ogni altro bersaglio i necron fecero fuoco e malisguardo venne trapassato da molteplici colpi gauss cadendo immobile a terra prima che i nemici si ritirassero.
Alcune ore dopo…uno sciame di xenomorfi ripuliva il campo di battaglia, divorando e digerendo le carcasse tiranidi mentre i termagant edificavano ciminiere sporingere per iniziare l’infestazione. Il cadavere di malisguardo venne riassimilato e rigenerato, in un oscuro anfratto da un nido una grande vescica mucosa si aprì, malisguardo era tornato…
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Ma mentre su Junkatta sono le forze appena giunte a scontrarsi per il predominio del pianeta, è su Majoris, il pianeta principale, che le corrotte forze del caos hanno teso la loro trappola contro gli eserciti invasori…
I primi obbiettivi le centrali elettriche del pianeta, una di esse situata nell’area polare di Majoris era controllata da una banda di Dark eldar mentre per arrivare alla centrale equatoriale, le forze del caos avrebbero dovuto dapprima penetrare a fondo nelle aree occupate dalle forze lealiste dell’imperium…

++Campagna di majoris, area polare++
Ed in un lampo iniziò l’attesissimo scontro, le forze Dark Eldar studiarono la strategia di abbandonare la zona pensando di prendere impreparato il nemico, il bombardamento orbitale si limitò a flagellare la superficie del pianeta perché non sembrava esserci la presenza del nemico.
Il condottiero del caos spiazzato dalla situazione fermò l’invasione ed ordinò ai suoi uomini di attendere perché conoscendo gli insidiosi Dark Eldar sa bene che difficilmente abbandonano tanto facilmente i punti strategici e dopo qualche minuto ebbe conferma delle sue ragioni.
Sui monitor un ravager, un raider ed un venom apparvero sui monitor del caos, il condottiero ordinò l’attacco.
Sul raider è presente Jarvis, l’addetto alle comunicazioni che dentro di se impreca contro l’Arconte per la strategia di merda utilizzata, non vede nessun marine corrotto quando all’improvviso appaiono dal nulla dei demoni alla sua sinistra e dei marine in terminator di fronte a lui ad una cinquantina di metri.
Siamo sotto attacco Arconte Teiniak richiedo supporto, dall’altra parte della città veicoli, camminatori ed un volante stanno puntando verso di noi … sono … la comunicazione viene interrotta perché il veicolo sul quale Jarvis si trovava viene flagellato da una salva di colpi ed è obbligato ad un atterraggio di fortuna presso a delle rovine.
Poco dopo fa la stessa fine il venom che si era voltato a guardare quegli esserini tutti rosa che si muovevano in modo strano, quando capirono che non stavano facendo la danza della pioggia era troppo tardi perché una bordata psionica investi il venom distruggendo la parte frontale, ma gli abili cabaliti purosangue elite dell’esercito balzarono a terra cercando rifugio in altre rovine, da li fino alla fine delle scontro optarono di seguire la strategia pelle d’orso, passano tutta la partita stesi a terra perché presi di mira da continue salve ad area dei rhino del caos che avanzano.

Il supporto arriva, due bombardieri, un venom ed un altro raider.
I dark eldar aprono il fuoco indignati dalla presenza degli esserini rosa non per la loro pericolosità psionica, ma perché il rosa a Commoragh porta sfiga ed è un pessimo auspicio, a portata di tiro ci sono solo le schifezze rosa che ballano e dei terminator minacciosi che avanzano, il fuoco dark eldar è tanto e devastante, gli esserini viola vengono spazzati via ed i terminator decimati, il condottiero a capo dell’incursione cade sotto i colpi di quattro fucili antimateria.
Nel frattempo i bombardieri dopo aver sganciato il loro carico di morte si dedicano a quello strano essere volante con ali, testa e coda, il fuoco dei bombardieri è scarso, uno spara a vuoto, l’altro bombardiere un pochino più preciso distrugge l’arma del drago che poi indignato sorvola il bombardiere e con due zampate in corpo a corpo lo fa a pezzi.
Lo scontro prosegue, i due eserciti si posizionano perfettamente in assetto difensivo proteggendo i propri obbiettivi strategici, però il caos riesce a passare la linea nemica invadendo il territorio all’ultimo momento trasformando così in vittoria lo scontro obbligando le forze dark eldar alla ritirata.
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++Majoris, piano equatoriale++
Non era solo a nord che la battaglia infuriava, anche nella regione equatoriale uno scontro di grandi proporzioni ebbe luogo, mentre però le forze del caos dilagavano su majoris, l’eroico intervento di un comandante Tau causò una brusca seppur forse momentanea battuta d’arresto alla loro avanzata…
Lo spazioporto di Majoris infatti era stato perso, ora erano le forze dell’impero Tau a reclamarne il possesso.
I sensori a lungo raggio avevano avvisato fin da subito che la forza di spedizione Tau non era stata l’unica a dirigersi verso lo spazioporto di Majoris lasciato totalmente abbandonato dalle forze che in precedenza lo stavano presidiando.
Veicoli e esseri viventi vennero captati in tempo per permettere ai Tau di schierarsi dietro numerose barricate al limitare dello spazioporto, sfruttando gli ultimi scampoli di notte.
Pao’lale guidò la sua unità di Armature Crisis baldanzosamente in avanscoperta, desiderosa di poter affrontare il nemico e mettersi così in mostra di fronte al comandante Kattva’le, un vero e proprio idolo ai suoi occhi. Guadagnarsi la sua stima avrebbe voluto dire tutto per lei e quale migliore modo che dimostrandolo sul campo durante la prima missione che era stata loro affidata?

I suoi pensieri furono interrotti dal fuoco di copertura delle retrovie Tau verso lo spazioporto. Attivò i Filtri Eclisse per poter avere una visione chiara del campo ancora ammantato e un brivido le corse lungo la schiena quando vide uomini in armatura potenziata muoversi lungo la piattaforma dell’installazione. Il brivido si trasformò in sudore freddo quando vide le orrende macchine mutate che si stagliavano dietro lo spazioporto puntando i cannoni mostruosamente ghignanti contro di loro.
“Sono caotici”, urlò alla sua squadra e al resto dell’esercito “ci hanno individuato! Acquisite i bersagli e fate fuoco, nel nome del bene Superiore!”.
L’oscurità fu illuminata dai bagliori di innumerevoli armi e missili e la piattaforma fu sommersa da una pioggia di esplosivi, facendo a pezzi alcune delle figure che vi aveva visto sopra.
Il fuoco di ritorno non si fece attendere mietendo anche le prime vittime tau.
Pao’lale guidò personalmente le sue armature Crisis per fare maggiori danni possibili ai veicoli corazzati del nemico, ma anche il nemico se ne rese subito conto perché lei e la sua squadra vennero abbagliati dai riflettori e poi tramortiti da bordate di proiettili di enorme calibro. Vide un suo compagno cadere, ma non demorse e proseguì nell’attirare il fuoco contro le loro resistenti armature. Se i caotici si fossero sufficientemente distratti contro di loro non avrebbero scorto, se non all’ultimo, l’arrivo dei kroot e dei guerrieri del fuoco di rinforzo.
Intravide nascosto dietro un container un possente Vindicator e con un comando secco ordinò alla sua squadra di prenderlo di mira: missili e colpi di plasma investiro lo scafo lesionandolo in più parti, ma prima che le Armature Crisis riuscissero a dargli il colpo di grazia sia lui sia il mastodontico Profanatore alle sue spalle spararono.
Pao’lale si sentì investire in pieno dall’onda d’urto di una delle possenti esplosioni poi l’ultima cosa che ricordò furono i richiami d’allerta della sua ramatura gravamente danneggiata…
La comandante tau riprese conoscenza solo parecchio dopo al sicuro dentro le infrastrutture oramai saldamente in mano alle forze della sua spedizione.
Malgrado alcuni infermieri volessero che riposasse ancora un pò, lei doveva vedere con i suoi occhi la portata della sua azione odierna. Con l’aiuto di un guerriero arrivò alla soglia d’ingresso dello spazioporto e osservò la portata del suo successo: la carcassa del Vindicator era ancora vicina al container dove l’avevano presa di mira lei ed i suoi uomini. Dietro, dove aveva visto stagliarsi l’enorme Profanatore, solo pezzi di metallo contorto dentro un grosso cratere. A ridosso dello spazioporto stesso erano ancora visibili cadaveri di difensori affiliati al caos su cui i suoi alleati kroot stavano banchettando con estremo gusto. Qua e là per il campo di battaglia i corpi perforati da fucili ad impulsi e plasma anche di possenti uomini in armatura…
Il guerriero al suo fianco le spiegò la situazione evidenziando come il loro piano aveva funzionato “Avete tenuto impegnato il fuoco nemico fino all’arrivo dei rinforzi. Li hanno completamente sorpresi e quasi completamente spazzati via! Solo una manciata di space marine e il loro mostruoso condottiero, un principe demone, sisono salvati scappando”.
Il soldato sorrise, ma Pao’lale non si sentiva di condividere la soddisfazione del suo sottoposto perchè i suoi occhi erano giunti nell’ultima posizione che ricordava prima dell’oscurità delle esplosioni: vicino alla sua armatura semi-distrutta vide anche i resti dei suoi compagni orrendamente mutilati.
La vittoria era costata un prezzo molto alto e la cosa non sarebbe stata apprezzata dal comandante supremo Kattva’le…
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Dopo le prime due settimane di combattimenti, era chiaro che ancora la situazione era in equilibrio, nessuna forza aveva ancora il predominio sul settore…
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il capitano umano… un logoro mendicante chiese attenzione con un colpo di tosse, mio principe Antrasax… non troviamo il corpo del leone, il demone incominciò a ridere, non fa nulla o povero umano, è gravemente ferito, pensiamo a chi ancora cammina, ci sono molti falsi del dio morto da massacrare, ammirò il bunker dove il leone si era rintanato quasi fino alla fine, ancora si vedevano le bruciature… la rabbia del suo vecchio capitano era stata davvero pizzicata, mai far infuriare un helbrute, o lo uccidi o lui uccide te dopotutto, aveva distrutto il bunker, mentre bruciava tutti quelli dentro, ancora pezzi di ceramite, quasi irriconoscibili….nella morte erano neri come i suoi marine… il demone incominciò a ridere anocra più forte, alzò alcune rovine per prendere lo stendardo sacro dei cani imperiali, l’helbrute ora dormiva, rinchiuso dalle catene, i lealisti avevano davvero combattuto come leoni, erano morti tutti, si, ma anche la sua legione ne era uscita malconcia, non avrebbe fatto differenza pensò mentre drappeggiava a mò di mantello lo stendardo al suo campione del giorno…

alcuni space marine del caos stavano ripulendo il campo, ripresero le antiche armature, mentre altri depredavano i morti lealisti, un sergente si avvicinò a un cultista che frugava una moto della guardia del corvo… il cultista si girò, aveva in mano una specie di arma di fortuna, un tubo di metalllo con una specie di peso… era sporco di sangue… il cultista si girò con un sorriso idiota sulla faccia, è mio! lo ho ucciso io questo servo, il marine osservò questo piccolo cretino esultante, si anche un marine era in pericolo se preso alla sprovvista, idioti.. dovrebbero combattere come leoni.. e vengono uccisi da delle iene idrofobe disse.. il cultista si girò di scatto… signore? ma il marine se ne stava già andando..
il pazzo defiler sembrava perduto.aveva subito davvero parecchi danni nel retro prima di cadere… le chele con ancora i pezzi dei terminator attaccate, il demone vi si avvicinò e chiamò lo spirito invasato, una chela si mosse ancora…. il demone si alzò in volo…un cultista urlò mentre una enorme chela lo stritolava e un urlo selvaggio si levò nella cenere.
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Quarta Parte

Autore: Rosco

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