Campagna “Crociata di fuoco” – parte 8

Ancora una volta le truppe a presidio dello spazioporto di Majoris stavano tutte osservando con cupa determinazione il cielo sopra di loro. L’ultima comunicazione di una fregata spaziale situata nello spazio proprio sopra le loro posizioni aveva avvisato dell’arrivo imminente di nuove forze da invasione tiranidi, poi si era ritirata come da ordini augurando loro un buon combattimento.
Il comandante Pao’lale represse un sorrisetto ironico al ricordo di quelle parole, ma poi si lasciò andare: tanto chi l’avrebbe vista dentro la possente corazza della sua Armatura Crisis?
Gli ordini del comandante supremo Kattva’le erano stati perentori ed indiscutibili. Lei e le sue truppe avrebbero dovuto difendere lo spazioporto, ma evitare sacrifici inutili quindi la ritirata sarebbe dovuta divenire obbligata anche se le condizioni generali dello scontro fossero state favorevoli ai Tau. Al tentativo di controbattere della giovane comandante, Kattva’le aveva pazientemente spiegato che lei non doveva vedere lo scontro nella sua singolarità, ma doveva pensare alla totalità di ciò che stava avvenendo su Majoris e nei pianeti circostanti. La strana alleanza xeno che si era formata si stava dimostrando salda ed i loro alleati potevano dare supporto dove i Tau da soli non sarebbero mai arrivati. Per quasto la perdita di uno spazioporto singolo non sarebbe stata grave considerato che tra tutti quanti gli alleati avevano il quasi controllo completo degli spostamenti planetari.
Era quindi imperativo limitare le perdite e far pagare caro alle locuste stellari il loro nuovo tentativo di conquista dell’installazione spazioportuale di MAjoris!
“Qui Nero 1”, il leader degli esploratori, un soldato dagli occhi acuti come quelli di un’aquila terrestre chiamato per l’appunto EagleSight, la fece tornare alla realtà “i tiranidi stanno arrivando. Ci sono numerose scie infuocate nella stratosfera del pianeta”.
“Grazie Nero 1. A tutte le unità prepararsi al combattimento. Facciamo loro vedere che questa terza battaglia per lo spazioporto di Majoris costerà assai cara! Sarà una campagna gloriosa per il nostro popolo!”.
Pao’lale non ebbe neanche il tempo di finire la frase che nel terreno di fronte alla sua postazione posta davanti all’edificio dello spazioporto atterrarono con un enorme fragore una spora\capsula che, aprendosi con un rumore disgustoso di carne divelta, rigurgitò fuori un’orda di piccoli tiranidi armati di straziacarni. Al loro fianco la vista fu ben peggiore perchè comparvero un enorme mostro delle dimensioni di una Trigone e, sull’altro lato, quello che sembrava un Tiranno con la sua possente scorta. Un’altra spora atterrò davanti alla postazione degli esploratori e di Azzurro 1, la cannoniera lanciamissili Skyray, mentre degli strani esseri simili a dei genoraptor potenziati sbucarono fuori proprio al fianco del suo team di Armature Crisis dirigendosi verso la seconda cannoniera Hammerhead, Blu 2. Una mamma tervigone comparve invece in lontananza con una nidiata al seguito per occupare alcune elementi importanti per il funzionamento dello spazioporto che Pao’lale volutamente aveva lasciato indfesi per evitare di disperdere troppo le forze.
L’arrivo repentino dei tiranidi ebbe la meglio sulla reazione Tau, ma la comandante riuscì lo stesso a porsi di fronte alla sua unità di Crisis per intercettare il torrente di proiettili in arrivo verso di loro. Aveva richiesto espressamente un potenziamento con piastre Iridium sul suo esoscheletro proprio per una tale evenienza ed ora doveva proteggere i suoi uomini. Decine di bioproiettili piombarono su di loro ed un paio di droni collassaro al suolo in frantumi sotto quella furia. Anche la sua armatura sobbalzò più volte e parecchi segnali di errore comparvero sul monitor di controllo, ma alla fine della tempesta sembrava essere ancora operativa!
Ora era il momento di rispondere!
“A tutte le unità nelle vicinanze, spazzate via il generale tiranide. Senza di lui sarà tutto più facile!”.
I Kroot nel bosco posto proprio di fianco alla zona di atterraggio del tiranno non se lo fecero ripetere due volte e con una serie di colpi di precisione, a cui si aggiunsero quelli del team di droni cecchini e le armature Broadside posti sopra la piattaforma, fecero diventare le due mostruose guardie del corpo dei gusci informi senza vita mentre lo stesso Tiranno cadde infine sotto i colpi di altri Guerrieri del Fuoco! Un ottimo inizio su quel lato.
Un pò meno bene stava andando sul fianco sinistro dove la Skyray non riuscì ad opporsi minimamente al trio di Zoantropi sbarcati dalla spora mentre i guerrieri del fuoco a presidio delle rovine dove era presente un generatore di energia vennero lentamente fatte a pezzi dai genoraptor sopravvissuti alla iniziali salve di fuoco.
Supprotati dai terribili schizzi di acido dell’enorme essere tiranide, il fianco sinistro venne pian piano schiacciato dalle forze aliene.
I tiranidi si stavano facendo sempre più baldanzosi, ma non avevano calcolato che tutte le truppe sulla piattaforma e il fianco destro Tau erano ancora praticamente indenni. Pao’lale non aveva aspettato altro che questo senso di sicurezza per attaccare il centro nevralgico delle retrovie tiranidi: una mamma tervigone si era baldanzosamente fatta avanti nella piana e non ebbe il tempo di rendersi conto di essere diventata un facile bersaglio per tutti i cecchini tau e la squadra di armature Crisis del comandante. Le precedenti battaglie avevano fatto maturare una notevole esperienza contro quei tremendi esseri e tutti loro misero quindi decine di colpi a segno, riuscendo a ridurre la spessa corazza chitinosa in un colabrodo! Anche le due nidiate di termagant e gli zoantropi rimanenti vennero fatte a pezzi lasciando praticamente esposte le retrovie tirandidi verso cui Pao’lale fece avviare celermente una devilfish carica di soldati e i kroot di K’varrio, la squadra di cacciatori i cui colpi si stavano dimostrando decisivi.
Purtroppo la sua strategia fu rovinata da un’ultima sopresa inaspettata. Un’altra mamma tervigone comparve proprio sul retro dello spazioporto – dove le difese Tau erano più deboli – e cominciò a generare esseri che presero d’assedio le truppe asseraggliate sulla piattaforma d’atterraggio. Contemporaneamente entrambe le Hamerhead deflagrarono in enormi palle di fuoco, fatte a pezzi dai terrificanti artigli della mostruosità spara-acido e da alcuni fortunati colpi che centrarono con esagerata precisione la zona munizioni del veicolo!
Dal centro del campo di battaglia Pao’lale si fermò e valutò la situazione. Le sue forze erano ancora piuttosto numerose e con un ottimo supporto di fuoco, ma debellare le poche mostruosità tiranidi rimaste avrebbe richiesto ancora un eccessivo spargimento di sangue Tau.
Purtroppo si erano verificate le condizioni di disingaggio che il comandante supremo Kattva’le aveva preventivato.
Trattenendo a stento un urlo di rabbia, Pao’lale diramò il sofferto ordine.
“A tutte le unità rimanenti nello spazioporto: disingaggiatevi e ritiratevi presso la nostra postazione”, qualcuno provò a protestare che avrebbero potuto ancora resistere per parecchio, ma la comandante fu inamovile sebbene tutti si accorsero, anche tra le interferenze statiche del sistema radio, del suo tono infuriato “Nessuna protesta! Oggi ci ritiriamo nuovamente, ma il conto in sospeso con questi esseri è solo rimandato!”.
Mettendosi a sparare fuoriosamente contro i bestioni tiranidi rimasti più per distrarli dalle truppe in ritirata che per eliminarli realmente, Pao’lale pensò con rabbia alla propria inesperienza tattica.
Lei avrebbe combattuto ancora con i tiranidi…oramai era diventata una questione di principio!

L’instabilità di Majoris dopo lo schianto della sua luna sulla superficie aveva causato un costante smottamento delle placche continentali, una instabilità che aveva costretto tutti gli abitanti e gli invasori del pianeta a risiedere in ripari di fortuna e meno soggetti a catastrofici crolli.
E a dover sopportare un costante rombo di sottofondo.
Il comandante Kattva’le poteva sopportare i fischi e le esplosioni di un bombardamento per giorni, ma non riusciva più ad ignorare quel rombo che forse sarebbe rimasta una costante del pianeta fino alla fine dei suoi giorni. Era quindi con gioia che aveva ripreso ad indossare la propria armatura Crisis anche per delle semplici passeggiate: gli stabilizzatori automatici rendevano nulle le vibrazioni nel terreno e l’impianto audio poteva estromettere quel fastidioso suono proveniente dalle profondità del pianeta.
Anche adesso Kattva’le era nella propria armatura, ma non per rilassarsi come aveva fatto negli ultimi tempi, bensì per utilizzarla per il compito cui era stata progettata: combattere!
La lunga campagna su Majoris ed i pianeti circostanti avevano portato i Tau ad affrontare numerosi avversari, ma quelli contro cui si era maggiormente impegnato erano stati i tiranidi… una cosa ricambiata dalle locuste spaziali stesse visti i contrattacchi subiti più e più volte.
Ma ora sembrava che la mente dell’alveare avesse deciso di porre fine una volta per tutte agli scontri con i Tau colpendo direttamente il centro comando della spedizione… volevano uccidere lui e mandare nel caos i restanti gruppi di caccia e di difesa.
Il comandante Tau sorrise a quello sviluppo della situazione: era un piano piuttosto scontato e da tempo lui aveva approntato le difese e una contromossa per coloro che avrebbero osato attaccare il suo quartier generale.
Con un veloce gesto, spinse la sua armatura a sollevarsi di poco sopra gli affioramenti rocciosi disposti a qualche chilometro dalla base Tau. I sensori ottici avvicinarono l’immagine delle truppe schierate a presidio: un contingente di Guerrieri del Fuoco, Hammerhead, Kroot ed armature asserragliati al riparo da un potente scudo di energia visibile solo grazie al leggero riverbero della luce creata dall’alba. Tutt’intorno a loro già avanzavano nella penombra torreggianti esseri ricoperti di aculei e lame, supportati da possenti umanoidi dentro contorte e corazzate armature. I tiranidi e i loro alleati caotici avevano fatto la loro mossa!
Numerosi bagliori illuminarono la notte morente quando i cannoni delle cannoniere e le armature Crisis e Broadside aprirono il fuoco verso gli esseri avanzanti, ma con scarsi risultati. Pochi avversari caddero malgrado i colpi potenti in arrivo.
La risposta avversaria non si fece attendere e stupì il comandante per i disastrosi effetti ottenuti tra le sue truppe: il team di esploratori venne quasi completamente annichilito da una pioggia di proiettili requiem mentre una squadra di carnivori Kroot si diede alla fuga dopo che un terribile fiume di fiamme prodotto dalle ghiandole di un tiranide ne bruciò in maniera orrenda un terzo dei suoi membri! Sicuramente non poteva biasimarli, ma la preoccupante situazione già delle prime fasi della battaglia bastò a far decidere al comandante di accellerare la propria strategia.
Con un ordine secco ordinò a tutte le truppe rimaste nascoste nelle retrovie (quasi metà esercito) di avanzare e lui stesso mise in azione i reattori dello zaino, seguito dai numerosi Droni Arma dello squadrone che fungeva da sua scorta. Mentre sorvolava il campo di battaglia vide i Guerrieri del Fuoco e i Kroot giungere dai lati e dalle retrovie scatenando un fuoco di fucilate ad impulsi che per un attimo sembrò disorientare gli avversari. Poi atterrò e la sua visuale e concentrazione si focalizzarono sul nemico davanti.
Una banda di malconci cultisti del caos furono i primi a subire il fuoco suo e dei suoi Droni, lasciando ben pochi sopravvissuti. Il comandante tiranide doveva aver intuito la pericolosità di avere alle spalle delle sue forze una tale minaccia e si adoperò per bloccarla con ogni mezzo. Prima giunse un Tiranide Primus, ultimo superstite di una nidiata di genoraptor, che riuscì ad ingaggiarlo dopo essere passato in mezzo ad uno stuolo di colpi di risposta. Per sua fortuna la seconda squadra di carnivori Kroot si rivelò essere meno pusillanime di quella fuggita ad inizio battaglia e si affrettò ad aiutare il comandante riducendo ad una poltiglia il tiranide per poi banchettare con i resti.
Poi la mente aliena ordinò anche agli obliteratori alleati di fermare quella minaccia, ma ancora una volta i Kroot si frapposero, subendo perdite tremende. Kattva’le si indignò a tal punto della morte di tanti coraggiosi alleati che balzò temerariamente in avanti e ordinò a tutti i droni di concentrare il fuoco sulle contorte armature degli obliteratori: una pioggia di colpi si infranse (ed infranse) gli umani corrotti, facendoli collassare al suolo. Anche i Kroot superstiti ebbero la meglio contro i cultisti sopravvissuti così Kattva’le riuscì a trovare un momento di respiro per osservare la situazione. Il fianco sinistro dei Tau aveva ceduto malgrado i rinforzi: Un Land Raider corrotto era ben al di sopra delle possibilità dei Guerrieri del Fuoco, ma anche il nemico aveva subito duri colpi visto che solo una manciata di cultisti rimaneva in piedi e tutti i tiranidi erano morti.
Il centro era aspramente contestato dopo l’arrivo dei Berzerker di Khorne e il generale del Caos, ma i primi, dopo aver distrutto un team di Armature Crisis, erano stati sterminati dal fuoco di risposta mentre il secondo si stava destreggiando tra i colpi in arrivo dopo aver fatto saltare una cannoniera Hammerhead con la sua tremenda forza donata dagli dei del Caos.
Il fianco destro invece reggeva abbastanza saldamente, ma era proprio lì che stava puntando il Tiranno dell’Alveare a comando dell’esercito nemico.
“A tutti i reparti operativi nella sezione 1, concentrate il fuoco contro il generale tiranide e la sua scorta. Se arriva saremo nei guai!”.
Per tutta risposta i primi colpi cominciarono a piovere verso l’alieno in avanzata. Kattva’le approfittò della distrazione per fare gesti ai Kroot vicini di accerchiarlo mentre lui si posizionò vicino al quartier generale stesso per concentrare il fuoco dei suoi droni.
L’alieno e la sua scorta si resero conto di esseri diventati un bersaglio e per di più in pieno campo aperto. Cercarono di accelerare l’avanzata, ma i colpi ad impulsi, i fucili laser e i missili cominciarono a penetrare le loro spesse corazze. Una guardia cadde con il carapace spezzato e lo stesso tiranno fu più volte ferito.
Alla fine finalmente comprese che non avrebbe mai raggiunto vivo le postazioni Tau e decise di ritirarsi mentre anche la sua seconda guardia si sacrificava per fare da scudo al suo signore.
Più in là il rumore dei motori del Land Raider cominciò ad affievolirsi, segno che anch’esso si stava ritirando dopo aver raccolto il proprio generale ed i pochi ancora vivi nelle file dei caotici
Gli alieni stavano scappando.
Kattva’le emise un sospiro di sollievo e mise in stand by la sua armatura uscendo all’esterno. Subito il rombo del pianeta assalì le sue orecchie, ma per un po’ il comandante tau non lo notò, osservando invece con soddisfazione la devastazione portata tra le file nemiche.
Molti tau erano caduti quel giorno, ma erano caduti coraggiosamente e per uno scopo elevato: debellare la minaccia dei tiranidi.
Un passo avanti era stato fatto e Kattva’le era certo che la mente che guidava l’alveare tiranide avrebbe agito molto più cautamente la prossima volta che avrebbe tentato di porre fine al conflitto contro i Tau!

la flotta del caos avanzava lentamente nello spazio, l’obbiettivo erano i dintorni siderali nei pressi di unctius, pianeta dove si sarebbe svolta la battaglia finale per la conquista del settore, ma non era una fine strategia a guidare il comandante e nemmeno la rabbia verso i figli dell’imperatore, nel cervello del comandante un parassita infatti ne stava modificando i ricordi e le eprcezioni, rendendolo sensibile al richiamo della mente alveare, giunto nei punto prefissato, una massa di asteroidi rivelarono la loro vera natura, di chitina coriacea e non di pietra, si trattava di bionavi che immediatamente abbordarono l’incrociatore “summa distruzione” e le navi di scorta, sciami di tiranidi assaltarono gli interni delle navi surclassando col mero numero le difese dei cultisti che ancora credevano nella lucidità del loro comandante, alla fine, rimaneva solo lui, circondato da orde di genoraptor, senza batter ciglio dinnanzi agli sciami sventratori che divorano le carcasse per assumerne la biomassa, si incamminò, entrando in un tubo chitinoso d’abbordaggio fin nel ventre della grande bionava le cui chele stavano stritolando la nave…raggiunta un’ampio ventricolo ricolmo di liquami ribollenti, iniziò ad immergersi fino a scomparire sotto i fluidi digestivi…nuova biomassa per l’assalto finale…poiché nessun alleato lo sarà a lungo…tutto sarà divorato… enel mentre… le sacche incubatrici rigurgitano orrori di chitina zanne e artigli… pronti a dare l’assalto finale a coloro che ancora combattono per questo settore…

L’etero Vall’ruy lesse tutto d’un fiato l’ultimo rapporto pervenuto dall’alto comando centrale del comandante Kattva’le.
La nuova mossa del proprio leader militare lo aveva colto di sorpresa ancora una volta.
Per sicurezza rilesse il messaggio, ma aveva compreso benissimo gli ordini. Ecco perché gli era stato ordinato di tergiversare non appena un contingente di temuti Cavalieri Grigi era sbarcato nei pressi del suo comando: Kattva’le aveva agito diplomaticamente e si era assicurato il loro aiuto per quelle che sembravano essere le fasi finali di questo conflitto!
Aveva impedito il combattimento tra le due parti perché si stava già muovendo nell’ombra e così entrambe le fazioni ne erano uscite più forti.
Un colpo che avrebbe potuto far pendere una volta per tutte l’ago della bilancia a favore dell’Impero Tau.

Senza perdere un secondo di più l’etereo si diresse verso la tenda comando cominciando a chiamare i vari ufficiali del suo corpo d’armata. Si partiva per il pianeta che ospitava il palazzo del governatore di questo sistema…

Autore: Rosco

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